06 novembre 2007

Ah, l'autunno...

Stamattina ho portato la macchina fotografica a White Lodge e mi sono concesso un'oretta in bici su e giù per Richmond Park.
Avrei dovuto farlo la settimana scorsa, quando gli alberi erano al loro apogeo autunnale, e per una serie di coincidenze meteorologiche (poco vento, poca pioggia) erano insolitamente carichi di foglie giallastre e rossiccie. Negli ultimi due giorni il tempo è cambiato e oggi francamente non era più la stessa cosa, però la bellezza di questa magnifica riserva naturale resta immutata, e i due laghi, le "Pen Ponds" stamattina sembravano usciti da uno di quei documentari sul Canada che guarda mia madre...
Ecco alcune delle tante foto che ho scattato nella mia "ora d'aria" (!), come al solito bisogna cliccarci sopra per vederle ingrandite (blogging for dummies...).

















02 novembre 2007

Fanatismi a medio termine

Scrivo dal treno, mentre mi sto recando in centro per il secondo dei due straordinari concerti di John Eliot Gardiner nella rinnovata Royal Festival Hall (nella foto). Fuori l'autunno inglese imperversa in tutto il suo splendore dorato, e in una serata di sole come questa è davvero emozionante e mette di buonumore.
Questi due concerti di Gardiner sono interamente dedicati a Brahms, riletto attraverso i suoi "preferiti", da Schütz a Bach al contemporaneo Schubert. Dietro ogni apparizione di Sir John Eliot c'è sempre un'idea di fondo, non è mai un blando "suonare per suonare", ma piuttosto un indagare, un porsi delle domande, e a concerto finito il cervello dello spettatore è sempre in piena attività.
Per me questa è un'altra full immersion (dopo la gloriosa settimana dell'Anello Del Nibelungo di Wagner alla Royal Opera House, 16 ore che difficilmente dimenticherò!). Queste occasioni "di grande respiro", che forse succedono solo in un posto come Londra, sono veramente imperdibili. Significa immergersi interamente, per più giorni, nell'anima di un genio, respirare il suo pensiero oltre che la sua musica. Credo di aver sempre avuto bisogno di queste "immersioni", mi viene in mente quando preparavo il concerto su Schubert con i Polifonici, o semplicemente quando cercavo materiale per il Laboratorio Corale a scuola. Chi mi conosce sa che sono un "fanatico a medio termine". Mi appassiono fino alla nausea, poi mi appassiono di altro. Può sembrare una filosofia dell'"usa e getta", in realtà è l'esatto contrario. Per me è come innaffiare una pianta.

26 settembre 2007

Casa dolce casa III

Un saluto fugace e un breve aggiornamento da White Lodge, l'unico posto dove per ora posso collegarmi a internet in santa pace, visto che a casa mia è ancora sconnessa col resto del mondo.
Il breve aggiornamento si riferisce appunto all'avvenuto trasloco dai Docklands ai paraggi di Richmond. East Sheen per l'esattezza, o Mortlake, che è il nome della stazione. Se abito a Sheen o a Mortlake non l'ho ancora capito. L'appartamento è tutto mio ma è veramente un buco quadrato. Comunque Richmond è dietro l'angolo, e alla RBS ci arrivo in 30 minuti a piedi, o in 10 minuti in bici. Perché... ebbene sì, mi sono (ri-)comprato una bici, sperando che duri un po' più a lungo della prima. Stavolta mi comprerò un lucchetto tipo Zio Paperone e vediamo se funziona...

05 settembre 2007

Joseph!

Ancora un paio di giorni e le vacanze saranno definitivamente finite.
Da quando sono tornato a Londra a dire il vero le mie giornate sono state tutt’altro che vuote…
La novità più importante è che finalmente ho debuttato in Joseph all’Adelphi Theatre! A questo musical sono personalmente molto legato: l’avevo visto al Palladium nel ’91, e nel ’99 l’avevo tradotto in italiano e messo in scena con la mia scuola media. Ora l’idea di suonare nella produzione originale fa venire a galla un sacco di ricordi, e sabato 25 agosto ho vissuto il mio primo spettacolo un po’ come il classico “cerchio che si chiude”…

La parte della mia tastiera è più facile rispetto a Spamalot e a The Producers. Per quasi tutto lo spettacolo s(u)ono la sezione degli archi. Come mi ha fatto notare qualcuno, se faccio una nota sbagliata è come se venti violinisti facessero contemporaneamente lo stesso errore! Poi alla fine c’è il MegaMix e lì i volumi sono spaventosamente alti! Qualche giorno fa ho provato a spegnere completamente le mie casse e mi sentivo ultra-amplificato nelle casse del teatro! Lo spettacolo sta vendendo tantissimo e le prenotazioni vanno già al giugno 2008, si parlava addirittura di aggiungere una nona recita settimanale (!) ma poi non hanno raggiunto un accordo sindacale ed è saltato tutto. Il motivo di tanta celebrità sta nel fatto che Lee Mead, l’attore che fa la parte di Joseph, è stato scelto dal pubblico attraverso una specie di reality televisivo trasmesso per mesi in prima serata al sabato sera. E, bisogna dire, è veramente molto bravo. Quando all’inizio dello spettacolo parte la musica di Any Dream Will Do e Lee entra trionfalmente in scena levitando nel fumo, la sala va letteralmente in delirio. Qualche settimana fa pare che alla fine sia piovuto in orchestra un… non specificato indumento di biancheria intima femminile! Con tanto di numero di telefono, e ovviamente non all’attenzione del direttore d’orchestra o degli orchestrali.
Dalla prossima settimana per me sarà più difficile accettare spettacoli di Joseph, perché inizia alle 7.30, e se ho giornata piena alla Royal Ballet School non riesco ad arrivarci in tempo. Se non altro entro un mese avrò traslocato e finalmente non passerò più tre ore al giorno tra treni e metropolitane…
Per concludere, e per celebrare degnamente questo mio terzo e prediletto show del West End... eccovi il primo video del blog con un assaggio di Joseph. Accendete le casse e cliccate sul triangolino.
Chissà, magari così a qualcuno viene un po' di voglia di venire a Londra a vederlo!

26 giugno 2007

Potrebbe andare peggio...

"Potrebbe andare peggio... Potrebbe piovere..." diceva il fido Aigor al dottor Frankesteen nel capolavoro di Mel Brooks.

Vi racconto il mio sabato sera. Avevo comprato un biglietto per Into The Woods, il musical di Stephen Sondheim che peraltro è uno dei miei preferiti. Tre giorni dopo mi offrono una recita di Spamalot per quello stesso sabato sera. "Al diavolo" - penso - "per una volta dico di no e me ne vado a vedere Into The Woods!". Tutti mi dicono che lavoro troppo* e per una volta mi prendo una rivincita.
Qualche giorno dopo si mette in moto uno strano meccanismo che rende le mie due settimane prima e dopo lo spettacolo... incredibilmente tranquille e "facili", e comincio a pentirmi di non aver accettato lo show. Soldi buttati via...


Arriva sabato. Una bella giornata di sole.
Prendo il battello, direzione Covent Garden, sparandomi la Quarta di Bruckner a tutto volume nelle supercuffie Bose nuove di zecca. Pranzo con Sarah dell'Urdang Academy. Segue pomeriggio tranquillo al pianoforte, nella sede centrale della Royal Ballet School in Covent Garden, cena frugale e finalmente... Into The Woods!
Arrivo al Linbury Theatre tutto pimpante e mi godo il prologo. Penso che sia proprio bello, e che forse sia valsa la pena di rinunciare a un po' di lavoro - e denaro - in favore di due ore di buon teatro.

Dopo venti minuti compare in scena il direttore di palcoscenico. Senza microfono, prende velocemente la parola: "Signore e signori, purtroppo siamo costretti a sospendere lo spettacolo. Non ci crederete ma è venuta una pioggia torrenziale e dietro le quinte è tutto allagato! Visto che dobbiamo spegnere la corrente devo chiedervi di trasferirvi velocemente nel foyer..."
Eccetera eccetera. Restiamo un po' increduli, perché quando siamo entrati in teatro era ancora una bella giornata.
In pochi minuti ci siamo trovati tutti nel foyer, pubblico e attori in costume. Sembrava un po' la Biscazziera vista qualche anno fa al Teatro della Tosse!
Dopo una decina di minuti di socializzazione tra attori e spettatori, ci viene detto che purtroppo non è possibile continuare lo spettacolo e che i nostri biglietti ci verranno rimborsati. Proteste e mugugni alla genovese (ma in inglese), ingoiamo la pillola, ben sapendo che tutte le recite sono esaurite, e che quindi non ci sarà più modo di vedere Into The Woods.
Mi torna alla memoria Rockerduck che si mangia il cappello. E, appunto, l'immortale frase di Aigor: potrebbe andare peggio... potrebbe piovere...
Mi dirigo verso l'uscita: piove che Dio la manda. Io sono in camicia maniche corte e occhiali da sole. Profferisco irripetibili improperi in tutte le lingue e corro verso casa.
La morale della storia me la suggerisce un altro immortale verso di Frankestein Junior: "Quando la sorte t'è contraria, e mancato t'è il successo... smetti di far castelli in aria e va a piangere sul..."

Buon inizio d'estate a tutti!

*Tento nell'unico modo possibile di scaricare la colpa al prossimo...

21 giugno 2007

Il talento di Mr Bach

How you doin' Qualche giorno fa ho rivisto Il Talento di Mr Ripley, e verso l'inizio del film c'era questo pezzo di musica che ha messo sottosopra tutti i miei organi interni. Era l'aria Mache dir, mein Herze, rein dalla Passione secondo Matteo di J. S. Bach. Mi sono chiesto come fosse possibile che, pur avendo già sentito più volte l'intera Passione, anche dal vivo, questo pezzo mi fosse rimasto del tutto indifferente. Ho pensato che sia il pezzo di musica più bello mai scritto.
Ieri ho preso un caffè col mio amico Kasper e gli ho raccontato l'episodio, e lui mi ha detto di come per anni abbia letteralmente venerato quell'aria, e alla fine abbiamo stabilito che, sì, probabilmente è davvero il migliore pezzo di musica mai scritto.

Alla fine non abbiamo resistito e l'abbiamo riascoltata sul mio iPod.

20 giugno 2007

L'Étoile della Royal Ballet School

Vi presento Willow, il gatto della Royal Ballet School, padrone indiscusso di White Lodge e soprattutto star e primadonna assoluta di questo posto dove le primedonne non mancano. Generalmente è in grado di esibirsi in complesse evoluzioni sulle punte, ma in questa rara immagine ha concesso di farsi fotografare durante una sessione di stretching. A dire il vero, quando sono tornato per il break (2 ore dopo), la sessione di stretching era ancora in corso!

19 giugno 2007

Fiere e nuvoloni

Pubblico una foto fatta sabato col cellulare alla fine della PTA Summer Fair, la "Fiera d'Estate" di White Lodge con esibizioni a raffica, stands gastronomici, champagne, barbecue, souvenirs, gadgets ecc. ecc., in sostanza una sorta di Festa dell'Unità sulle punte, dove le previsioni del tempo decidono tutto. Infatti durante la prima esibizione hanno iniziato ad avvicinarsi nuvoloni neri che, a loro volta, hanno "esibito" quei fulmini che si vedono sono nei documentari sulle catastrofi meteorologiche. Ovviamente, a fiera finita, sole smagliante (Legge di Murphy?), come la foto testimonia...

13 giugno 2007

Una serata indimenticabile

Venerdì sera sono andato alla Royal Opera House a vedere l'addio alle scene di Darcey Bussell, grandissima prima ballerina del Covent Garden da vent'anni, che alla veneranda età di 38 anni (!) ha deciso di ritirarsi dal Royal Ballet. E di farlo davvero con classe, danzando nel meraviglioso e commovente Canto della Terra di Kenneth McMillan sulle musiche di Mahler.
È stata una delle serate teatrali più emozionanti a cui abbia mai assistito. Qui poi è stato un evento, ripreso in diretta su BBC2, e ampiamente coperto dalla stampa nel corso della settimana. Io ho fortunatamente trovato uno degli ultimi due biglietti disponibili (per il mio budget... comunque il teatro era tutto esaurito da tempo).

Alla fine un'ovazione: tutti in piedi per venti minuti di applausi scroscianti, mentre il palcoscenico del Covent Garden veniva letteralmente sommerso di fiori, e tutto il Royal Ballet ha raggiunto Darcey lacrimante sul palco per applaudirla un'ultima volta. Non ho mai visto niente del genere.

Anche scrivere questo post mi fa tornare gli occhi lucidi...

22 maggio 2007

Il Cutty Sark

Vorrei ricordare brevemente il Cutty Sark, il veliero che fino a ieri era ancorato praticamente di fronte a casa mia.
Ieri mattina, saputa la notizia, sono uscito per vedere se era vero, e il Cutty Sark non c'era più. Ne è rimasta solamente una carcassa nera.

Era l'ultima rimasta delle navi che andavano in India a importare spezie sotto la regina Vittoria. Soprattutto, era un simbolo di Greenwich. E ormai faceva parte del mio quotidiano...